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17
settembre

Santi Cosma e Damiano

23 SETTEMBRE – Inizia nel Santuario il triduo in onore dei Santi Medici

Ore 18,00:  Recita del Santo Rosario, coroncina, celebrazione Eucaristica

25 SETTEMBRE Domenica di vigilia            

Ore 8,30  -  10. 00  -  11.30 – Santa Messa comunitaria

Ore 18,30: Messa solenne in suffragio di Mons. Pantaleone Amato, già Rettore del Santuario.

Al termine  Benedizione dell’olio e del pane

26 SETTEMBRE– FESTA  DEI SANTI COSMA E DAMIANO

Ore 7.00 -  8.00  -  9.00  – 10. 00  -  11.30 – Santa Messa comunitaria

Ore 17.00        Santa Messa Comunitaria

Ore 18.00        Processione dei Santi per la Contrada

Ore 19.00        Messa solenne celebrata da  S.E. Mons. Orazio Soricelli

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In tutte le domeniche di ottobre  l’orario delle Sante Messe nel Santuario sarà il seguente: ore 8.00 – 9.30 – 10.30 – 11.30 – 17.00 – 18,30.

Fino al 31 ottobre, ogni sabato, messa alle ore 10,30.

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Durante l’anno la messa sarà celebrata, ogni domenica,  alle ore 10,30 e alle ore 18,00 (dal 1° Aprile al 30 settembre ore 18.30), salvo esigenze e richieste particolari.

Fino al 31 ottobre il Santuario sarà aperto nei giorni feriali: dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00.

Per eventuali necessità e per la visita al Santuario in orari di chiusura rivolgersi a Padre Antonio Petrosino  tel. 347.5151609 e Nicola Amato  tel. 338.3995916.

Per contatti  e- mail: santuariosancosma@tiscali.it

Sito internet WWW.SANCOSMARAVELLO.IT

AL SANTUARIO SI PUO’ ACCEDERE ANCHE ATTRAVERSO UN ASCENSORE DALLA SOTTOSTANTE PIAZZETTA.

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9
agosto

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Il 25 settembre 2010, il Santuario ha ricordato, con una solenne processione, i 300 anni della traslazione della statua di San Cosma dal monastero benedettino della SS. Trinità alla piccola chiesa dedicata ai Santi Medici.

La processione, accompagnata dal concerto bandistico “Città di Minori”, ha percorso l’antica via che conduceva al centro storico e dopo aver raggiunto il monastero di Santa Chiara e il Convento di San Francesco, ha varcato le soglie del Duomo, ritornandovi dopo più di quindici anni.

Al rientro della processione, la solenne concelebrazione della Vigilia, nel corso della quale sono stati benedetti gli oli e il pane distribuito ai fedeli, ha dato inizio alle celebrazioni del dies natalis dei santi fratelli Cosma e Damiano.

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6
luglio

NDon Pantaleoneegli ultimi anni, sulle colonne di questo bollettino, ho cercato di ricostruire la storia dei luoghi di culto dedicati ai SS. Cosma e Damiano nel territorio ravellese e l’evoluzione della devozione verso i santi medici anargiri tra le popolazioni del territorio amalfitano e dell’agro nocerino-sarnese. Allo sviluppo del fenomeno cultuale non mancò certo il contributo di coloro che, attraverso i secoli, ebbero la cura spirituale dell’antico santuario, il merito di farlo conoscere e diffonderne la fama.
Tra questi un posto di assoluto rilievo lo merita Mons. Pantaleone D’Amato, che resse le sorti della Parrocchia di S. Pietro alla Costa e del succursale Santuario dal 1887 alla morte, avvenuta nel 1947.
Pantaleone D’Amato nacque a Minori alle due di notte del 27 ottobre 1859 dall’industriante Alfonso e dalla nobil donna Trofimena d’Amato e ricevette il sacramento del Battesimo nella ex-Cattedrale – Collegiata di Santa Trofimena il giorno successivo.
È probabile, ma le fonti poco ci soccorrono, che si trasferì a Ravello in età molto giovane ed entrò nel seminario di Amalfi al tempo del Vescovo Francesco Maiorsini (1871 -1893). Da questi, infatti, ricevette la prima tonsura il primo aprile 1876, entrando di fatto nell’ordine clericale, gli ordini minori – ostiariato, lettorato, esorcistato, accolitato e suddiaconato – tra il 1876 e il 1881 e gli ordini maggiori.
Il 23 settembre del 1882 venne ordinato diacono e il 22 settembre 1883 ricevette il presbiterato insieme all’altro ravellese Michele Ferrara nella Cattedrale di Amalfi.
Nei primi anni di sacerdozio forse prestò servizio presso la ex-Cattedrale di Ravello, al punto che l’Arcidiacono del capitolo ravellese Luigi Mansi il 3 maggio del 1884 convocò le dignità capitolari per proporre l’aggregazione di Don Pantaleone d’Amato come ebdomadario “per la maggior gloria di Dio e pel decoro della nostra Santa Madre Chiesa”.
Il placet vescovile giungerà il 26 luglio 1884, giorno in cui la Chiesa ravellese si apprestava a celebrare la solennità liturgica di S. Pantaleone e mentre si rinnovava il miracolo della liquefazione del sangue.
L’anno successivo, il 25 aprile, venne elevato dallo stesso Capitolo alla dignità di canonico della ex-Cattedrale di Ravello con tutti i diritti spettanti dall’elezione.
In entrambi i casi sorsero dei problemi con la curia Arcivescovile di Amalfi in quanto secondo quest’ultima le regole canoniche stabilivano che il capitolo doveva presentare all’Arcivescovo i candidati e questi decideva chi nominare e con quale precedenza. Il capitolo ravellese invece rivendicava il diritto che aveva ab immemorabili di aggregare a sé ebdomadari e canonici nel numero che riteneva opportuno.
Per tale motivo l’elezione canonicale venne invalidata dalla curia amalfitana e resa legittima solo nel 1899.
Ma di lì a qualche anno cominciò la sua prima missione pastorale poiché, nel 1887, divenne economo spirituale della Chiesa di S. Pietro alla Costa e due anni dopo, con bolla del 3 maggio 1889, parroco della stessa comunità.
Dal 1812, per effetto di una ristrutturazione dell’assetto ecclesiastico della città imposta dal Ministro del Culto di Gioacchino Murat, alla Parrocchia di S. Pietro venne unita anche la piccola chiesa dei SS. Cosma e Damiano.
Fin dai primi anni del suo ministero parrocchiale, Don Pantaleone d’Amato dimostrò un’attenzione particolare verso la cura delle chiese che spettavano alla sua giurisdizione.
Lo testimoniano, appunto, alcune visite pastorali compiute tra la fine dell’Ottocento e la metà del secolo seguente dai Vescovi di Amalfi, le quali ci offrono anche notizie particolari circa la devozione ai due santi medici.
Così il 3 dicembre del 1895 i convisitatori del nuovo Vescovo di Amalfi Enrico De Dominicis (1894-1908) riferiscono che “la Chiesetta per quanto lo consentano le condizioni del tempo, del luogo e dello spazio e della sua forma è stato molto abbellita e fornita di molte comodità per quelli che vi si recano”. Erano persone di ogni ceto “che accorrono in quel Santuario o per sciogliere voti ai Santi Martiri delle grazie ottenute, o per implorare nuovi favori dal Cielo”.
Nello stesso giorno venne visitata anche la chiesa Parrocchiale di S. Pietro alla Costa e i convisitatori lodarono “in tutto la diligenza e solerzia del Parroco”. Gli faceva eco qualche decennio dopo, nel 1917, la testimonianza della prima visita di mons. Ercolano Marini (1915 – 1945), che rilevava come il D’Amato si fosse reso “benemerito per i lavori eseguiti e per il culto di S. Cosma che cerca di sviluppare nella Chiesa dedicata al Santo”.
La chiesa venne prolungata di molti metri, ingrandita nell’area antistante, dotata di un secondo ingresso per consentire la rapida circolazione nel caso di folle numerose, abbellita da ornati e colori diversi e infine arricchita di ricoveri per i pellegrini. Gli si deve inoltre la sistemazione dell’antica sorgente che si riversava nelle “Piscine di S. Cosma”, con l’erezione, nel 1921, di una fontana sulla quale fece sistemare una lapide che oggi attende di essere ricollocata al suo posto.
I nuovi lavori vennero benedetti e la chiesa consacrata il 26 settembre 1919 da Mons. Ercolano Marini insieme a Don Paolo Savino di Positano e Don Guido Falcucci della Diocesi di Norcia.
Non pago degli interventi realizzati, verso il 1924 indirizzò una lettera ai devoti dei santi medici con l’obiettivo di restaurare la facciata della chiesa e di dotare l’edificio di un organo adatto per le sacre funzioni, da collocare sulla tribuna che si trovava sulla porta principale. Il fervore edilizio di quel tempo è testimoniato ancora una volta da una visita pastorale, la seconda effettuata da Mons. Ercolano Marini, che il 14 ottobre 1924 notava come il “piccolo santuario” stesse “crescendo in fama, per cui molti forestieri vi traggono in devoto pellegrinaggio”. Aggiungendo inoltre che “Il parroco D. Pantaleone ne ha grande cura e attorno vi ha edificato parecchie casette ed ha messo in evidenza alcune magnifiche grotte”.
Il D’Amato non intervenne solo attraverso l’opera edilizia, ma anche liturgicamente pubblicando nel 1911 il testo della novena, invocazioni particolari, l’inno latino Si vis fulgentis limina e quello italiano Non ignoto a labbri umani, quest’ultimo del Canonico amalfitano Nicola Camera .
Nel territorio della sua parrocchia fondò inoltre due confraternite: quella dei SS. Cuori di Gesù e Maria esistente dal 1909 e avente sede nella cripta della chiesa di S. Pietro alla Costa e quella dei SS. Nomi di Gesù e Maria presso la chiesa di S. Giovanni alla Costa da lui restaurata ed ampliata.
Quest’intensa attività e la sua caparbietà nel realizzare tante opere gli procurarono una serie di incarichi e di riconoscimenti ecclesiastici.
Il 9 luglio 1918 Mons. Ercolano Marini nell’annunciare al capitolo l’elevazione alla dignità di Basilica della ex-Cattedrale di Ravello nominava Don Pantaleone D’Amato Tesoriere e dopo qualche mese entrava a far parte della commissione che governava la Scuola Cattolica di Ravello. Essa venne inaugurata il 27 ottobre del 1918, diretta da tre Suore Terziarie Domenicane provenienti da Asti e sostenuta anche con parte delle offerte delle chiese.
Nel 1924 entra nel comitato cittadino creato per ricostruire l’atrio della ex – Cattedrale e presieduto dal Barone Giuseppe Compagna. Per completare l’opera gli vennero richieste le colonne che dalla fine del Settecento giacevano sotto l’atrio della chiesa di S. Pietro alla Costa.
L’anno successivo, con bolla arcivescovile del 7 marzo, viene nominato vicario Economo della Parrocchia di S. Pantaleone di Ravello e dal 1928 cominciò a presiedere le riunioni del Capitolo della ex-Cattedrale.
Nella conclusione capitolare del 22 luglio di quell’anno, nel corso della quale venivano nominati canonici Don Francesco Camera e Don Luigi Montesanto, Don Pantaleone D’Amato appare come Arcidiacono e con il titolo di Monsignore.
Non mancarono anche i titoli onorifici provenienti dalla Santa Sede dacché, con biglietto del 27 marzo 1930, Pio XII lo nominò Suo Cameriere Segreto Soprannumerario e il 25 settembre successivo divenne Canonico Onorario del Capitolo Metropolitano di Amalfi.
Le incombenze pastorali non erano ancora finite e nel 1932, dopo la morte del nipote Don Pantaleone Cerrato, Mons. Ercolano Marini lo nominò Vicario-Economo della Parrocchia di S. Maria del Lacco di Ravello fino al 1934 quando giunse da Torello Don Raffaele Mansi senior.
Intanto con l’età che avanzava la cura e l’attenzione per le sue chiese cominciò ad essere molto superficiale e il 15 ottobre 1935, nel corso della terza visita pastorale di Mons. Marini, il Can. Camera poteva constatare nelle chiese di S. Pietro e di S. Cosma “la poca pulizia e il modo disordinato con cui sono tenuti gli arredi sacri”.
Evidentemente nell’anziano sacerdote era ancora forte il ricordo del dramma avvenuto a S. Cosma il 26 ottobre 1934 quando, nel crollo di una volta dell’edificio fatto realizzare senza direzione tecnica, restò vittima un operaio e un altro rimase gravemente ferito.
Gli rimase allora l’amicizia e la consuetudine di pochi amici come il giovane artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898 -1972), che rappresentò l’antico santuario in alcune litografie del 1932. A lui si deve pure una delle rare foto del sacerdote accanto alla sua chiesa, pubblicata nel volume “M.C. Escher, his life and complete graphic work: with a fully illustrated catalogue” e una straordinaria testimonianza sull’anziano parroco che qui riportiamo: “ Io spesso incontravo Don Pantaleone, l’anziano prete della piccola chiesa (di S. Cosma n.d.r.) che è aggrappata alla roccia come un nido d’aquila, a circa trecento metri sul livello del mare. Di fronte alla chiesa c’è una piccola piazza che da una spettacolare vista sul mar Mediterraneo. Una volta, dopo aver salito le scale e giunsi alla piazzetta, vidi Don Pantaleone che si faceva la barba dietro una tenda di fronte alla roccia. Stava seduto su una vecchia poltrona di fronte alla porta d’ingresso della sua chiesa. Questa fu un’altra delle cose che non dimenticherò mai, e cioè il modo in cui l’anziano uomo nella sua sporca talare, con la testa inclinata all’indietro, tagliava la sua bianca ed ispida barba. Il silenzio di questo caldo pomeriggio di primavera veniva interrotto solamente dal suono graffiante del rasoio o dal frinire dei grilli e l’aria era pervasa dall’intenso profumo dei fiori d’arancio.”
È questa una delle ultime testimonianze, peraltro singolare, della vicenda umana di Don Pantaleone D’Amato, che morì nella sua casa di Via Crocelle alle due del pomeriggio del 18 novembre 1947.

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22
settembre

23 SETTEMBRE – Inizia nel Santuario il triduo in onore dei Santi Medici

Ore 18,00:  Recita del Santo Rosario, coroncina, celebrazione Eucaristica

25 SETTEMBRE                    LA NOTTE DEI SANTI

Ore 16,30:  Recita del Santo Rosario

Ore 17,00: 300 ANNI dopo: RITORNO AL PASSATO  i Santi Simulacri ripercorreranno il percorso processionale verso il monastero della Trinità, ove era custodita la statua di San Cosma,  con visita e momento di preghiera al Convento  di San Francesco,  al Monastero di Santa Chiara e al Duomo di Ravello.

Ore 19,00: Messa solenne in suffragio di Mons. Pantaleone Amato, già Rettore del Santuario.

Al termine: Benedizione dell’olio e del pane

Ore 20,15 Inizio VEGLIA DI PREGHIERA (Momenti di preghiera in allegria e fraternità).

Ore 21,15 In allegria: La magia della musica e del canto  con  GIUSEPPINA Mansi e ENZO del Pizzo.

Ore 23,00    Momento conviviale in Piazza San Cosma.

A seguire Veglia  notturna. continue

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2
gennaio

Recita dei bambini della Parrocchia di S.Pietro alla Costa – San Michele Arcangelo. Questa proposta natalizia ha avuto come protagoniste le statuine del Presepio che, liberate da scatole e incartamenti, hanno ripreso vita e raccontato la loro storia.

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19
dicembre

Il 19 dicembre 2009 la comunità parrocchiale San Pietro alla Costa- San Michele Arcangelo di Torello, ha celebrato, presso il Santuario dei SS. Cosma e Damiano, la “Giornata del Parroco” co previsto me dall’ultima lettera pastorale di S. E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi – Cava de’Tirreni, pubblicata in occasione dell’ ”Anno Sacerdotale”. Nel corso dell’anno ogni comunità deve ricordare i propri ministri nell’anniversario dell’ordinazione sacerdotale o in quello dell’ingresso. Per tale motivo si è fatta memoria di tutti i sacerdoti che hanno guidato la periferica comunità ravellese nel corso del Novecento e che in diversi modi hanno scritto pagine memorabili nella storia di questi luoghi. Don Pantaleone D’Amato, Don Pantaleone Amato, Don Luigi Conte, Don Raffaele Mansi Sen., Don Raffaele Mansi Jun., nonché i frati Conventuali del Convento di S. Francesco che in tanti momenti sono accorsi per prestare il loro servizio tra le nostre genti: su tutti, P. Raffaele Miele, P. Domenico Bloise e l’indimenticabile P. Andrea Sorrentino. Sul ruolo del sacerdozio e su come sarebbe il mondo senza sacerdoti rifletteva nell’omelia P. Edoardo Scognamiglio, Ministro Provinciale della Provincia Napoletana dei Frati Minori Conventuali, che ha presieduto la celebrazione. Al termine del momento liturgico, l’orchestra “Fideles et Amati” di Roma ha incantato il numeroso pubblico presente con l’oratorio “L’amore rivelato”, che ha rivissuto in sei momenti la venuta di Cristo sulla terra. Alla fine della serata, un grande falò in Piazza S. Cosma ha riscaldato i circa 300 presenti al momento conviviale.

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